10 Cose da fare al Lago di Orta

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Grazie al Voucher Vacanza Piemonte abbiamo trascorso 3 giorni sulle sponde del Lago di Orta e dintorni, fra natura, divertimento, pillole di cultura e una eccellente enogastronomia piemontese.

Ho deciso così di scrivere una mini guida contenente 10 Cose da fare al Lago di Orta e pensata per chi vuole immergersi in questa porzione dell’Alto Piemonte: cosa vedere, dove mangiare, eventi e curiosità.

1) Fare un tuffo nell’acqua cristallina del Lago di Orta

Sapevate che il Lago d’Orta è il più pulito di Europa ed è totalmente balneabile?

Intorno a questo lago di origine glaciale troviamo numerose spiagge, pulite e attrezzate, molte private, altre pubbliche.

Allora preparate il costume, la crema solare e segnatevi le 3 spiagge libere più conosciute:

Spiaggia Porta di Lagna, a San Maurizio d’Opaglio, fatta di ghiaia, si trova in via al Porto in frazione Lagna.

Spiaggia Pascolo, a San Maurizio d’Opaglio, nella frazione di Alpiolo, fatta di sabbia e ghiaia, con docce, bagni e chiosco.

Spiaggia Dolphin’s, a Pettenasco, in via passeggiata al lago 50, poco capiente, ma molto attrezzata anche con docce bar, ristorante e pizzeria.

Le prime due spiagge si trovano sul percorso panoramico del giro lago che unisce il Lido di Gozzano a Pella.

2) Centro storico di Orta San Giulio

E’ un piccolo borgo a metà fra il medioevo e il settecento, con le sue strette viuzze lungo le quali si trovano palazzi signorili, negozi caratteristici, ristoranti e gelaterie.

Lo troviamo incastonato sulla sponda orientale del lago d’Orta e il suo centro è completamente pedonale.

Fra i monumenti di maggiore interesse, troviamo Villa Bossi, l’attuale municipio che si affaccia direttamente sul lago e l’Isola di San Giulio e ospita un giardino molto curato. Al suo interno si trova una terrazza panoramica con una statua in bronzo di un uomo che dipinge, accanto alla quale i turisti amano farsi fotografare. (FOTO).

Piazza Motta è il cuore pulsante del piccolo borgo in cui si svolge il mercato e si erge il Palazzotto della Comunità, un tempo sede del potere legislativo, oggi edificio simbolo della città con i suoi muri affrescati e la torre campanaria.

E’ proprio da piazza Motta che ci si può imbarcare per raggiungere in soli 5 minuti l’Isola di San Giulio.

Curiosità: I parcheggi pubblici sono posti all’inizio del paese e dirigendosi verso il centro si può notare il minigolf con vista lago, una delle attività divertenti che si possono fare con i bambini.

3) Isola San Giulio

E’ chiamata anche l’isola del silenzio per la presenza del monastero delle circa 80 suore di clausura che abitano qui. L’isola si gira in 10 minuti e ha un’unica strada ad anello e a seconda del verso nel quale la si percorre viene chiamata ‘via del silenzio’ o ‘via della meditazione’.

Lungo la strada infatti si trovano i cartelli scritti dalla badessa fondatrice del monastero con frasi che celebrano le virtù del silenzio e della meditazione, esortando anche i turisti ad adeguarsi all’atmosfera di pace e tranquillità che si respira sull’isola.

Visitare la Basilica di San Giulio è lo scopo principale della gita sull’isola, tenendo presente che è aperta fino alle 12:00. All’interno si trova la cripta che custodisce le spoglie di San Giulio.

Secondo la leggenda, il Santo raggiunse l’isola navigando sul proprio mantello e la liberò dai draghi (immagine simbolica della sconfitta del paganesimo) costruendo una piccola chiesa dedicata ai dodici apostoli.

Curiosità: L’isola è citata più volte nel libro ‘Numero Zero’ di Umberto Eco.

Nel cinema invece è stata scelta per le riprese del film romantico  ‘La corrispodenza’  di Giuseppe Tornatore.

4) Santuario Madonna del Sasso (in trenino)

Conoscete la curiosa storia del Santuario della Madonna del Sasso e il perché si chiama così?

Siamo andati a Pella, sulla sponda meno turistica del lago, dove per la felicità dei bambini, siamo saliti sul trenino lillipuziano che in 35 minuti ci ha portati al Santuario che si erge su uno strapiombo roccioso a 700 metri di altezza dal lago.

Il Santuario si può raggiungere anche in auto, moto, ➡ camper (c’è un’area sosta dedicata), e per i più sportivi anche in mountain bike o con scarpe da trekking.

Vi consiglio però il giro panoramico in trenino perché molto più istruttivo e divertente se si viaggia con i bambini.  Durante il percorso, infatti, il nostro capotreno Sergio ci ha raccontato un pezzo di storia di questo territorio, l’origine del Santuario della Madonna del Sasso e la curiosità legata al suo nome.

Intorno alla fine 1700 nelle cave di granito,  presenti in questo luogo, lavoravano gli scalpellini chiamati in dialetto locale ‘i picasass’ cioè i picchia sassi. Quando era necessario utilizzare le mine per rompere i grandi massi veniva suonato un corno per avvisare i lavoratori di allontanarsi dal luogo dello scoppio.

Una mattina però scoppia accidentalmente una mina nella cava, originando una frana, ma tutti i 509 operai restano misteriosamente illesi.

Subito dopo gli scalpellini trovano una piccola statua della Madonna su uno dei sassi originati dall’esplosione e per onorarla della grazia ricevuta, la portano all’interno di una piccola cappella vicina.

La mattina successiva ritrovano la statua sul sasso del giorno prima e viene riportata nuovamente nella piccola cappella.

Questo accade per tre mattine di seguito, così viene chiamato il vescovo di quel tempo e la piccola cappella viene dedicata alla Madonna del Sasso per la quale successivamente viene edificato l’attuale Santuario.

La Madonnina del miracolo viene esposta solo da 5 al 25 agosto sia per preservarla, (conserva ancora gli abiti del ‘700) sia per tradizione visto che il 15 agosto è la festa della Madonna e il 16 è la festa dedicata agli scalpellini.

Pietro Paolo Minola è l’industriale milanese originario di Boleto che ha finanziato la costruzione del santuario in seguito ad una serie di grazie ricevute.

Poiché in questa zona oltre agli scalpellini vivevano agricoltori e pastori, fece portare qui le spoglie di San Donato Martire, protettore della grandine e quindi del raccolto.

All’interno del santuario è presente la Teca attraverso la quale è possibile vedere il suo scheletro e nessuno ad oggi conosce il motivo per cui è stato sdraiato su un fianco anzichè in posizione supina come solitamente vengono posti i martiri.

Intorno al Santuario è presente un’area picnic con tavoli e panche, un piccolo parco giochi, bagni pubblici e un chiosco che serve piatti caldi e freddi.

5) Alpy Land, il Parco dei divertimenti

Il Mottarone è ‘la montagna dei novaresi’ ed è proprio sulla sua cima che si trova l’adrenalinica pista di bob su rotaia, con vista sul Lago di Orta, Lago Maggiore, Lago di Monate e Lago di Mergozzo.

Oltre all’incredibile panorama, la particolarità dell’impianto è la risalita assistita che con i suoi 1200 metri di pista fa il giro completo riportando il bob al punto di partenza.

Il divertimento ad ➡ Alpyland è per tutta la famiglia, anche se possono accedere all’impianto i bambini di età superiore ai 4 anni.

Non preoccupatevi se non avete la macchina fotografica con voi perché al costo di 6€ sarà possibile acquistare la vostra foto scattata direttamente dalla fotocamera dell’impianto mentre sarete impegnati nella vostra discesa mozzafiato!

6) Omegna e il percorso Rodariano

‘C’era due volte il barone Lamberto, ovvero i misteri dell’Isola di San Giulio’ è la famosissima novella per ragazzi scritta da Gianni Rodari, nato ad Omegna sulle sponde del lago di Orta.

A lui è dedicato ➡ il parco della fantasia di Gianni Rodari  che organizza avventure per famiglie e ci ha portato insieme ai bambini sull’Isola di San Giulio alla scoperta della casa del barone Lamberto e nel pomeriggio ci ha fatto vivere un coinvolgente percorso narrativo per le strade della città di Omegna.

Qui abbiamo potuto vedere il cortile interno e la facciata della casa natale di Gianni Rodari.

Suo padre faceva il panettiere di mestiere e fra i ricordi della sua infanzia Gianni Rodari racconta che in quello stesso cortile fra sacchi di farina accatastati leggeva il libro ‘Cuore’ mangiando pane e cioccolato.

Oggi la casa di Gianni Rodari è una casa privata non adibita a museo.

Un evento molto atteso ad Omegna è la festa patronale di San Vito che si svolge il primo e l’ultimo fine settimana di agosto in cui viene organizzato un suggestivo spettacolo pirotecnico musicale direttamente sul lago.

Per l’occasione viene allestito il più grande banco di Beneficienza di Europa e acquistati i biglietti, si vince sempre qualcosa.

7) Legro ‘Paese dipinto’

Fra Miasino e Orta, troviamo Legro , simpaticamente chiamato Paese Dipinto dalla gente del posto.

E’ una piccola frazione di Orta San Giulio, diventata meta turistica grazie ai suoi 45 murales dislocati fra le case del centro storico. Le immagini de ‘ La via del cinema’ sono dedicate alle opere di Gianni Rodari e ispirate a pellicole cinematografiche girate in zona.

A realizzare i murales sono stati artisti di fama nazionale, internazionale e i ragazzi dei licei artistici della zona.

Appena sotto il paese, in direzione Orta San Giulio, si trova la celebre Villa Crespi dello Chef Antonino Canavacciuolo.

Se vi fermate a scattare qualche foto, vi segnalo l’ Agrigelateria, molto conosciuta e apprezzata dal posto che prepara gelato e prodotti con latte a km zero.

8) Sacro Monte d’Orta

Il Sacro Monte di Orta, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, rappresenta un’escursione obbligata se si visita la zona.

Il percorso spirituale e paesaggistico si trova a 400 metri di altitudine in posizione decisamente panoramica che permette di vedere dall’alto l’isola di San Giulio.

Il cammino al suo interno comprende 20 cappelle affrescate, contenenti 375 statue in terracotta a grandezza naturale che illustrano la vita di San Francesco di Assisi.

Per realizzare le statue, gli artisti si sono ispirati agli abitanti del luogo di quel tempo, quindi appaiono figura non sempre eleganti, ma rustiche e reali.

9) Il Giardino dei semplici (Orto botanico di Miasino)

Miasino è un piccolo gioiello dalle origini antichissime incastonato fra il Mottarone e il Lago di Orta.

Qui abbiamo alloggiato alla guest House Seme di Faggio, ottima base di partenza per tutti i nostri spostamenti fra lago e montagna.

Ai piedi della più grande Chiesa Parrocchiale del novarese, dedicata a San Rocco protettore della peste, si trova Il Giardino dei Semplici, curato con amore e dedizione dalle sapienti mani di Albert, guida escursionistica e istruttore di nordic walking.

L’orto botanico presenta al suo interno solo piante officinali cioè medicinali che nel passato venivano utilizzate nella medicina popolare e che oggi rappresentano il fondamento della fitoterapia.

La visita è gratuita, è possibile venire qui ad osservare le piante, a godere del loro profumi ascoltando le spiegazioni di Albert sulle loro proprietà o magari sedersi nello spazio dedicato per ritagliarsi un momento di lettura e meditazione.

Un mini tour molto interessante anche per i bambini che hanno appreso l’evoluzione delle piante dal seme al fiore, i loro cambiamenti nelle varie stagioni e i nomi curiosi che hanno dato origine ad alcuni prodotti conosciuti.

Sapevate che l’abrotano è la pianta dalla quale per la prima volta è stato estratto il principio attivo con cui si è prodotta la coca cola?

Un pò di storia: il giardino dei semplici ha origini molto antiche, nasce grazie a San Benedetto nel ‘500 d.C. quando ha fondato il monachesimo benedettino. I monaci dopo aver trascritto tutto ciò che proveniva dalla Grecia e da Roma antica, compreso le tecniche per curare le persone con le piante.  Hanno iniziato a coltivare nelle abbazie che rappresentavano delle vere e proprie farmacie così tutti potevano curarsi con le piante.
Il giardino è stato chiamato Dei Semplici perché dal 1500 d.C. fino a circa 70 anni fa, le piante erano il rimedio più semplice per curare le persone.
San Benedetto voleva che il giardino dei semplici diventasse un luogo per la cura del corpo e dell’anima e oggi rappresenta uno dei pochi giardini botanici con piante officinali aperti al pubblico.

 10) Villa Nigra – Miasino – 

E’ una residenza nobiliare di campagna risalente al 1500 con una storia interessante alle spalle, con la sua facciata affrescata e l’affascinante portico.

Questa elegante villa, oggi è sede di mostre, eventi culturali e concerti nella stagione estiva.

Grazie all’accoglienza dell’associazione culturale ➡ Asilo Bianco, la visita guidata al suo interno è stata molto interessante e oggetto di curiosità dei bambini.

L’associazione Asilo bianco promuove l’arte contemporanea, manifestazioni culturali e ambientali e i ragazzi che ci hanno accompagnato nel mini tour hanno saputo farci rivivere secoli di storia attraverso i loro racconti.

Fra le attività di spicco troviamo il green festival ‘Menta e Rosmarino’ dedicato al mondo del verde (natura, salute, giardino, design, paesaggio, cibo, prodotti naturali).

Tra gli ingredienti di un viaggio a bordo lago, non solo natura, avventura e paesaggi: ci vuole anche una buona dose di cultura.

Villa Nigra ha anche una piccola oasi di tranquillità, un verde giardino per fare una passeggiata al fresco degli alberi o ritagliarsi un momento di lettura anche attraverso l’iniziativa ‘prendi un libro’ (Take a book, share a book).

Nella zona in cui un tempo sorgeva l’Orangerie, oggi troviamo il ristorante ‘Taverna dell’antico agnello’ in cui si assaporano piatti e vini tipici della zona.

Leggi anche ➡ Dove mangiare sul lago di Orta e dintorni.

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