Trulli di Alberobello: itinerario in Puglia con la famiglia

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Se percorri la terra pugliese,
ad un tratto ti fermi a guardar
uno strano fiabesco paese
che ti sembra di sognar.

Alberobello è un borgo in provincia di Bari diventato famoso per i suoi caratteristici trulli che nostra figlia aveva visto solo sui libri di scuola e solleticati dalla sua curiosità abbiamo deciso di visitarli.

Cosa sono esattamente i Trulli?

Il nome trullo deriva dal greco Trûllos che significa cupola e sono particolari costruzioni risalenti alla fine del 1600 realizzate con la tecnica della muratura a secco (quindi senza malta) per non pagare il dazio al Regno di Napoli.

Venivano utilizzati nel passato come ricovero temporaneo di contadini e pastori o come deposito di attrezzi agricoli.

I trulli hanno mura molto spesse e solitamente possiedono solo la porta di ingresso: questa caratteristica garantisce il fresco in estate e trattiene il calore in inverno.

Sono composti da un solo locale, l’unica eccezione è il Trullo Sovrano costruito su due piani probabilmente a fine ‘800 con lo scopo di attirare i turisti.

Alberobello si visita in poche ore e di sera in versione by night è molto suggestiva perché si veste di luci, colori e profumi provenienti dalle cucine dei ristoranti.

E’ suddiviso in rioni, il più turistico e anche affollato è il Rione Monti composto da circa 1030 trulli allineati fino all’estremità del colle dove sorge la Chiesa di Sant’Antonio costruita nel XX secolo da uno degli ultimi mastri trullari ancora attivi ad Alberobello.

In questo rione, molti trulli ospitano botteghe artigiane, negozi di souvenir e ristoranti.

Fra i trulli più conosciuti del Rione Monti spiccano i Trulli Siamesi, uniti sulla sommità, ma con ingressi su strade differenti.

La leggenda dice che un tempo fossero collegati da una porta comune e che gli ingressi siano stati separati a causa di un litigio tra fratelli innamorati della stessa fanciulla.

Oggi al suo interno si trova un negozio di souvenir ad accesso libero.

Per avere una visione di insieme del centro storico di Alberobello consigliamo di fermarsi alla famosa terrazza panoramica Santa Lucia.

Raggiungere la terrazza è facilissimo perché sarà sufficiente salire la scalinata dell’amore, uno dei luoghi più fotografati di Alberobello, riconoscibile grazie ai cuori rossi e alle sue frasi romantiche scritte sui gradini in marmo.

Da qui si arriva alla zona non turistica del paese, il piccolo Rione Aia che contiene ‘solo’ 400 trulli quasi tutti abitati e senza attività commerciali.

Qui ci si può immergere nell’atmosfera medioevale del borgo e fra le costruzioni coniche spicca Casa Pezzolla un complesso architettonico unico nel suo genere, composto da ben 15 trulli di diversa grandezza e comunicanti fra loro.

Oggi al suo interno è allestito il museo del territorio con reperti che ricostruiscono lo stile di vita dei contadini e un percorso interattivo con tablet e audioguida che raccontano la storia del borgo.

Per chi volesse vivere un’esperienza unica e indimenticabile è possibile pernottare all’interno di alcuni trulli.

Fra le curiosità del posto si notano sui tetti dei trulli le decorazioni dipinte a mano realizzate con la calce.

Rappresentano simboli pagani, cristiani, astrologici e con elementi propiziatori, quasi magici, secondo le credenze degli antichi abitanti del territorio.

Alcuni servivano ad auspicare un buon raccolto, altri a chiedere alle divinità la protezione della famiglia dal malocchio.

Dove sostare con il camper

Per una famiglia di camperisti come noi, una delle caratteristiche vincenti del paese è la presenza della comodissima area sosta camper a pochi metri dal centro.

Infatti a 200 metri dal cancello di uscita infatti si incontrano già i primi trulli!

L’area è immersa negli ulivi, un po’ in pendenza e con poca ombra, ma è l’ideale per visitare Alberobello.

Area Sosta Camper Service ‘Nel Verde’ via Cadore, Alberobello (BA).

Lasciati i trulli di Alberobello, ci siamo diretti verso il mare del Salento scegliendo come punto di appoggio il camping Baia di Gallipoli.

E’ una struttura molto adatta alle famiglie inserita nella natura selvaggia del Parco di Punta Pizzo a pochi metri dalla famosa spiaggia di Punta della Suina.

Guarda anche: 2 giorni a Roma con i bambini: cosa visitare e dove mangiare

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